L'Analisi

Thriller Fidelis: solo il lavoro può salvare il protagonista

A Cosenza altra partita dal sapore agrodolce. Catania sarà un'altra prova tosta ed importante

Antonio Ventola
19.09.2017 16:00


Inizia ad essere snervante per tutto l'ambiente non riuscire, al termine di una storia positiva, ad assistere ad un lieto fine. Le prime gare delle Fidelis sono un thriller dal finale amaro: quando pensi che il protagonista si sia salvato, ecco che l'assassino in realtà non era morto e finisce per uccidere quasi tutti, salvandone magari uno e lasciandoti il sapore agrodolce in bocca. La trasferta di Cosenza ha confermato che Loseto ha da lavorare tantissimo. 

Di positivo c'è una Fidelis ancora in goal, segno che i biancazzurri sono una squadra a trazione offensiva e con interpreti dalla buona tecnica. La classe di Curcio non è una sorpresa e la punizione è solo un altro gioiello da aggiungere alla collezione. Dopo le incertezze iniziali, Maurantonio si è reso finalmente decisivo: la parata sulla rovesciata cosentina dopo il vantaggio andriese è tutta istinto e talento. Bene come sempre Barisic, ormai un fattore nello scacchiere di Loseto, e De Giorgi che sembra non far pesare la mancanza di Tartaglia su quel lato. 

Male ancora la difesa. Lenta, in ritardo e sempre sotto pressione. Complice al Marulla anche una brutta prestazione di Quinto, che stavolta non ha fatto il suo dovere sia in fase di impostazione che di copertura, con Palmiero libero di lanciare anche con il naso. La sensazione è, inoltre, che per Antonio Croce si prospetti un'altra stagione. Per lasciar spazio agli esterni d'attacco, l'ariete dovrà fare a sportellate con i centrali avversari, scendendo tanto e spesso verso il centrocampo e, quindi, costringendolo a tenersi molto lontano dalla porta. L'attaccante ex Monopoli sicuramente, in caso di sblocco a livello realizzativo, protrebbe anche rinvigorirsi, ma sta a lui non lasciarsi cadere nella depressione da lavoratore. 

Ed ora il Catania, altra trasferta ostica. Il punto di Cosenza non è comunque da buttare, dato che parliamo di un campo pesantissimo. Del resto si è detto settimana scorsa: le prossime tre partite dimostreranno di che pasta è fatta la Fidelis Andria. Per ora la tipologia è col buco, speriamo che, con il lavoro, si possa diventare delle mezze maniche pregiate

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