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Fidelis, l'ex Raffaele Quaranta: "Sono il primo tifoso, mi auguro che sabato si vinca. Ho un sogno nel cassetto..."

L'ex centrocampista e capitano azzurro ha analizzato il momento, tra ricordi e auspici.

19.10.2017 12:00

Foto Coribello

La Fidelis Andria da domenica è in silenzio stampa, complice il momento tutt'altro che proficuo dal punto di vista dei risultati. Per analizzare il momento e guardare al prossimo turno contro il Fondi la redazione di TuttoFidelis.it ha contattato Raffaele Quaranta, ex centrocampista e capitano degli azzurri che è molto legato alla piazza e la conosce bene. Ci militò, difatti, dal 1988 al 1995 come calciatore. Da tecnico, invece, affiancò Gianfranco Degli Schiavi nella parte finale della stagione 2010/2011 alla guida della defunta  Andria Bat, ottenendo la salvezza nell'ultima giornata contro la Ternana, in Prima Divisione. Ecco di seguito le sue dichiarazioni. 

- Partiamo dal momento che sta attraversando la squadra: in 8 gare sono arrivati 6 pareggi e 2 sconfitte, anche se il gioco non manca. Come si esce da questi periodi? 
"Sicuramente c'è qualche problemino. La società, in estate, ha optato per diversi cambi, a partire dalla guida, affidandosi all'ex tecnico della Berretti Loseto. Secondo me l'organico ha bisogno di qualche elemento più incisivo sotto porta. Seguendo le partite ho notato che la formazione si esprime bene e crea occasioni, ma sotto porta non riesce a concretizzare. Penso che l'allenatore, in attesa della prima vittoria che sblocchi la situazione, stia lavorando con i calciatori per risolvere tale questione. È importante l'impegno in campo da parte di tutte le componenti per uscire da questo periodo".

- Conosci molto bene Andria: quanto l'ambiente può aiutare la squadra a superare questa fase? 
"Ho vissuto 7 anni stupendi in questa piazza. Si tratta della parte migliore della mia carriera. Quando tutto va per il verso giusto sei coccolato e super stimato, nei momenti bui, invece, subentra il malumore. Alla fine, comunque, durante le partite la tifoseria non fa mai mancare il sostegno alla squadra e credo che questo sia fondamentale. L'unione è importantissima in questa fase".

- In questa prima parte di stagione mister Loseto ha dovuto fare a meno quasi sempre di alcune pedine: quanto può aver influito questo sul momento attuale?
"Credo che otto partite non siano poche ma neanche tante. Se la squadra durante le gare non fosse riuscita ad esprimersi, allora ci si sarebbe dovuti preoccupare seriamente. In ogni caso le defezioni, specialmente se si tratta di gente esperta, pesano. Speriamo, dunque, che a breve il tecnico possa avere a disposizione tutta la rosa al completo".

- Cosa vuole dire alla piazza in questo momento? 
"Anche se sono molto lontano, mi sento spesso con gli amici che ho lasciato ad Andria. C'è sicuramente malumore in questo momento, ma è normale. Chi gioca ad Andria deve sapere che la tifoseria è molto esigente, nel senso che vuole vedere la propria formazione sempre lottare. Ricordo che quando ci militavo io la gente apprezzava molto l'attaccamento alla maglia. Anche in quegli anni non mancavano assolutamente le contestazioni, ma riuscivamo con l'unione a superare i momenti difficili e alla fine ci toglievamo tante soddisfazioni. Ai tifosi dico di stare molto vicini alla squadra, come sempre: mantenere il calcio professionistico, in questo momento, non è semplice per nessuno. Il fatto che la tifoseria sia legata molto alla propria squadra dovrebbe far piacere ai giocatori. Calcare i campi di queste piazze è sempre motivo d'orgoglio per un calciatore". 

- Sguardo alla gara contro il Fondi: può essere considerato un crocevia importante per la Fidelis?
"Questa sfida è sicuramente uno spartiacque. La squadra dovrà cercare in tutti i modi, anche offrendo un calcio non del tutto spettacolare, la vittoria, in modo tale da lavorare, successivamente, in maniera più serena. Mi auguro che sabato arrivi il successo e, anche se sono lontano, faccio il tifo per questo".

- Parliamo, infine, del suo lavoro: di cosa si occupa attualmente?
"Da due anni sono allenatore dell'Inter Accademy in Cina, lavoro con i giovani. Trascorro 8 mesi fuori Italia. Attualmente sono legato fino al 2019 a questo progetto. Ho un sogno, comunque, che spero si avveri entro la fine della mia carriera: allenare la Fidelis, la squadra dove ho militato per più stagioni. Questo non l'ho mai nascosto a nessuno, è una mia aspirazione. Attualmente, comunque, sto bene qui e ci tengo a precisare che non sto facendo alcuna pressione. Sabato, se arriverà la vittoria, sarò il primo ad esultare. Ogni tanto io e il presidente ci sentiamo e gli mando sempre messaggi di incoraggiamento. Tra dicembre e gennaio sarò in Italia e verrò a vedere qualche partita della Fidelis dal vivo". 

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