L'Analisi

Cresce l'autostima: la corsa alla salvezza della Fidelis è ufficialmente iniziata

Rada lascia con il lieto fine. Discreta prestazione, ma quelle punizioni battute con superficialità lasciano pensare che c'è ancora molto da fare

Antonio Ventola
30.01.2018 12:00

Un pareggio che porta entusiasmo, autostima e che ha pure il lieto fine se si fa riferimento all'addio di Rada. Contro il Cosenza la Fidelis ha dimostrato di essere un squadra mentalmente diversa rispetto a quella di inizio stagione: c'è più fiducia nei propri mezzi e soprattutto organizzazione in campo. Aspetti fondamentali per una rincorsa alla salvezza che, possiamo dirlo, è finalmente cominciata in maniera decisa. 

Rada lascia in un momento particolare, proprio qunado la difesa iniziava a trovare un equilibrio in fase di non possesso (le partenze da dietro palla al piede, se Quinto viene oscurato dagli attaccanti avversari, sono forse il vero punto debole del reparto). Ora quindi tocca ai nuovi acquisti, Tartaglia in primis, e a Colella, che se recuparato può diventare cruciale (basti pensare che dopo mesi lontano dai prati verdi, ha messo a segno una signor prestazione contro il Siracusa). Bene anche il lavoro sulla fascia sinistra, con Di Cosmo ed Esposito che dimostrano una buona intesa e Lobosco che sta dimostrando di essere un giocatore diligente. Meno bene quella di destra, con un Tiritiello che contro i calabresi si è dimostrato impreciso e spesso timido in fase offensiva. Bene, ma non benissimo l'attacco. Partita da dimenticare per Lattanzio (e non solo per il dubbio calcio di rigore procurato), mascherata però da una concreta di Antonio Croce, che tra l'altro si è preso i primi accennati applausi del Degli Ulivi. Scaringella? Papagni lo considera determinante negli ultimi frangenti di gara, ma forse inserirlo prima potrebbe giovare di più ai fini del risultato.

Piccolo grosso difetto della gara di domenica. Se si esclude la punzione pregevole di Rada, è stata palese la superficialità con cui sono stati battuti alcuni calci piazzati. É chiaro che la squadra deve abituarsi ancora ad alcune nuove disposizione del tecnico, ma sprecare determinate occasioni in questo momento potrebbe essere pericoloso. 

Ed ora Catania, altro banco di prova importante contro una squadra forte, completa e temibile in tutti i reparti e che non può sbagliare per continuare a bramare sogni di promozione. C'è personalmente curiosità per quanto riguarda le scelte in difesa dopo la partenza di Rada, anche perché contro un Curiale da 9 goal in 20 partite bisogna star particolarmente attenti. 
 

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